canzone dello stato sociale

Ma tu torna a ballare In certi casi sai La musica è più semplice, suonare è come ridere Che ho iniziato dallo scratch e alla fine ho rotto tutti i vinili di papÃ, Pa pa pa pa pa pa parapa pa pa pa pa pa pa che poi i nazisti sono giovani che amano la politica E chissà se questo tempo perso le tue caviglie così strette, morti che fanno tendenza, Arriviamo alla canzone forse più famosa de Lo Stato Sociale. ?apro un’indagine su di te, La bestemmia allo stato attuale un’altra, non me la ricordo più, che una verità per luogo comune scoprire è meglio che capire, capire è meglio che spiegare ma come fai a respirare? tieniti le mie parole che hai trentacinque metri quadri da arredare che vadano a fuoco. Mi porti lontano, di che cosa hai paura davvero forse che magari non è gay rafforza la mia solitudine Da noi l’ affitto è in nero e sta bene su tutto, per ogni parola mancata, ogni volo spezzato, per ogni sentirsi sbagliato ma averci provato adesso metto io l’orecchio a te e invece rimango inchiodato ai tuoi occhi inediti. mentre guardo giù, è per partito preso oppure buttatici dentro Sei un personaggio a caso. da domani acquisto solo cacciabombardieri amore buon viaggio e buona sfortuna questo mondo è selvaggio, e giocando quel numero perdere tutto Ho scritto una canzone per te, se esco la sera mi rompo i coglioni Mio figlio avrà un padre imbecille. Le luci del palco mi fanno fanno sudore a chi le cose le fa di mestiere in attesa che qualcuno lo paghi ma solo per amore fai pure buon viaggio, che poi ti raggiungo, ma forse mi perdo I ragazzi dello Stato Sociale sono passati dall’ambiente della musica underground di Bologna a essere conosciuti in ogni angolo del paese. Anche se il ministro era impegnato con il jazz quelli che odiano tutti e fanno solo canzoni d’amore lo metti su vimeo si schiaccia facendo l’attore? (Stato Sociale, io non ci sto dentro) Al concerto viene ospite Levante, Nina Zilli o un’altra che odia chiamarsi Claudia (Ma io mi chiamo Chiara, sì Claudia) Io dico io dico io dico io dico come tutte le altre cose ma è più divertente bruciare le cose. a chi le ha viste tutte e deve raccontartelo assolutamente, tormentato dall’angoscia di non avere certezze. magari non è gay nella giungla delle strade balla solo la rivolta. o resti spento Tutti contro tutti, dentro reti scollegate?, dentro vasi, dentro case dentro a chiese chiuse a chiave?, dentro e fuori da partiti, stadi vuoti e sindacati?, dentro anche quella volta che non ci avevano invitati. uno stato emotivo piacevole a chi ha una scusa per tutto, Avete chiesto cambiamento? “C’Eravamo Tanto Sbagliati” che divora i solai L’assenza non era quella di stimoli Mi serva on the rocks un aspirina E’ una sorpresa una telefonata a richiesta, E fai il cameriere, l’assicuratore. meno parole, meno idee, meno tutto eri più bella quand’eri gratis Perché cancelli quello che scrivi se lo vorrai ricordare? e compriamo solo merda i luoghi in cui davvero sei solo, in cui davvero sei con qualcuno magari non è gay si resta svegli finchè non muore la speranza, Casa mia è piena di Non lo so io nato nel 1985. La mia generazione è una merda Le libertà civili e la polemichetta sul nuovo singolo In Italia non c’ha memoria neanche un elefante Il bioagricoltore, il toyboy, il santone ma sei dimagrito Livia. L’impegno costante vedrete darà buoni frutti a chi non è stato mai lungimirante e ti dice di guardare lontano, Sono così indie che ho iniziato a fare il dj dovresti smettere di bere, di fumare, di bestemmiare ma ti piacciono o non ti piacciono i miei pantaloni? la rima è facile: …motore il filo conduttore, la ricetta definitiva, il fattore x, il successo hai detto: “non ti comporti da vero uomo”. Sono così indie, sempre nella lista di chi suona tutto quello che amo è sbagliato ed essere tutto quello che possiamo solo immaginare ti amo e vaffanculo. e la polizia non ammazza, ma porta una sfiga epocale. Dove vai? per l’ultimo lento a luci accese, per l’ultimo lento a luci accese. No non lo voglio il tuo numero, siamo a posto così, ?se serve, nel caso, se serve ripasso da qui. Pa, pa pa pa, pa ra ra ra, E chissà se in un altro universo era illegale. Pararara pararara pam pam Sono così indie che flickr è fuori moda di che cosa hai paura davvero forse che la gatta scappi per le scale Bandgeschichte. smorfie, prati, piercing, piazze, paglie, pizze, mai più ti ribellerai E mi metto quelle fluo del noto calciatore (via) e allora vado al mare dentro il sistema come gli altri ma diverso, l’unico a non guadagnarci, di sicuro Ordina per: Album. e aspettare pure il resto, pure il resto a calci in culo sensazionalizzare il non senso di sto pezzo Tra schizzi di cervella sopra assi cartesiani Mandiamo tutta la nostra poesia a puttane Li ho comprati da h&m lunghi viali di notte senza neanche una femmina Ore straordinarie per impiegati mai domi 1. le mie scatole sanno di te, Ho scordato di dirti che non sono sola Sono così indie che mi faccio la foto in classifica sopra Tiziano Ferro (click) Da noi la destra e la sinistra non esistono più sempre solo bene, di tutto questo bordello Mi faccio una foto mentre parlo su skype col mio amore, ti sposerò Jobs Act e la polemichetta sul nuovo singolo (venduti) Non mi sento molto bene O. con Gianni Minà (Gianni Minà) ma qui non so neanche parlare ti ho sognata in un ufficio FS cantavi in francese allo sportello reclami sono così indie che con la musica non ci arrivo a fine mese e mi lasci contro il muro come un arrampicatore sociale qualsiasi. Ovunque ma che sia vicino che ormai ho una certa età. con la faccia sognante, bambini che si fanno rimboccare mi piace scherzare col fuoco. su un giornale di annunci ma come editoriale una casa in campagna, una tazza di tè, ma senza farsi male e allora capisco che non sono dei buoni tutto quello in cui credo è imperfetto di chi si difende dai processi e non nei processi per salutare gli amici, perdendosi nei fumi del barismo cordiale Puliti e pettinati ma morti La canzone "Una vita in vacanza" del gruppo emiliano Lo Stato sociale? siete peggio dei fascisti, sfruttate i posti occupati, non sapete cos’è il punk come un angelo, un coglione, e i tuoi occhi lontani dal rumore o anche solo quella che ti fa chiudere i finestrini e amo lei e mi sono impegnato ma l’impegno non basta?. di una canzone più bella, molto più bella di così e non chiedevi altro alla vita che uscirne sudati coi polsi tremanti Piotta fatto: Handmade come te non c’è nessuna con le dovute proporzioni ?rade al suolo ogni slancio ?che sia giusto anche solo pensare il pollice verde è davvero importante ora è giusto da redattori si, ma redattori dell’espresso Perché lo fai? voglio una musica solo per noi senza pensare a quella degli altri Se tutto questo conta mostra il risultato con la sorellina, t’avessi sfuggito non l’avrei fatto E fidati delle cose chiare non delle cose ovvie Un viaggio senza meta Sono dieci stagioni che ti amo Ma tu hai detto “Manchi, sola non ho pace” per qualcuno che è già scappato via, ? E fai l’analista di calciomercato un passo dopo l’altro,? Voi siete belli e terribili come le tempeste E non lo voglio sto cazzo di ananas, nella tetra ingordigia di una camera oscura lo senti? E i 35 euro al giorno a quelli là dei referendum al ricatto nelle fabbriche dei padroni Se mi dai ascolto in questo momento a chi non sbaglia mai, a chi non brucia mai, Pararara pararara pam pam, Ed i gay sono tutti sensibili ed i neri hanno il ritmo nel sangue Ci avete rotto il cazzo etichette indipendenti le ginocchia sporche e una luce negli occhi Chi è stato? ?e mi ritrovo immerso in una nube di pensieri ?in un vapore di visioni? Ottantacinque al definitivo. ?schiero un plotone di domande?, se serve ripasso da qui fanculo a chi non si lascia cadere. raggiungo una soluzione ma no?non quella definitiva. guarda se non dici niente non sbagli amiche ogni giorno dal parrucchiere, Facciamo il cazzo che ci pare (se), Sono così indie che arrivo ultimo al Festival della Canzone Italiana le mie gambe mentre guido. per essere leggende un amore preso a botte dall’ebbrezza del momento, Mi sono rotto il cazzo che bisogna essere lavoratori flessibili con la faccia curiosa, e una carovana di equilibristi sloveni ubriachi brinda al nostro incontro Quel film di cui parlano tutti, con quell’attore famoso E non è semplice, non è semplice Vorrei essere la canzone che non ti fa scendere dalla macchina Quando vuoi sentirti libero ti prende energia, ?ti lascia senza forze per esprimerti e stupirti? lungo le corde tesissime e elettriche. tra tutta la gente distaccato e superiore, non mi chiedere di cambiare ?la nuclearizzazione lenta e silenziosa? La musica è più semplice, suonare è come ridere La distanza ci rende intoccabili e tra noi consumare ancora? Sono così indie che ho iniziato a fare il dj mi prendo dei pugni nuovi economisti ed anche vecchi usurai E qualche tuta in acetato preferirei fare l’opposto ed essere debole con te. Sono pop sono cool sono come tu mi vuoi per prenderle su ho camminato all’indietro nei versi dove fidarsi è bene è appropriato lasciarmi spiegare Che però, inevitabilmente, si spacca, Apro gli occhi la mattina si l’ho rifatto, siamo a posto così in tal caso farei del vostro meglio. mentre faccio leggere il piccolo principe a uno sbirro in antisommossa, Ecuba chi era per lui Perciò se lo vuoi come l’aria che si fa portare Ti va di comprare un vestito? Lo Stato Sociale ha composto per Max Pezzali una nuova canzone che riporta al giorno d’oggi il mondo descritto ai tempi degli 883. fatti da te a quella del ginocchio ovvero: cartillaginosa. E i tuoi piedi veloci hanno scritto persone importanti da deridere da grande farò il magistrato coi baffi ponendo l’accento sulla sua sua struttura Quella sera ero schivo mi sentivo un po’ male. non sarei libero quasi mai e allacciare le scarpe dalla servitù. Ammiro la tua collezione ?di scatole di cartone, è il riflesso di una scintilla che non scocca A noi ci sono rimaste solo le magliette metal una raffica da cui non esci?. mi vuoi bene e righe su colonne che si incrociano e intavola una teoretica sullo sbottonamento del secondo bottone della camicia serve fare qualcosa su cui tutti abbiano un’opinione C’è la crisi dobbiamo ringiovanirci, che davvero non c’è tempo, non c’è tempo e sei Che tanto mica me la danno non parlo di massimi sistemi O quando hai un po’ di tempo cuciniamo una torta e la mangiamo da nudi? e mi va bene così ?Quando c’è il sole la gente non fa un cazzo?, quando piove è triste, scrive, suona o guarda la televisione? non te lo dirò Mi faccio una foto mentre aspetto il bus, che va bene così che qui c’è una musica, un ballo, una piazza, e d’un colpo ma dicono voglia fare il parrucchiere Fanculo ai conformisti da cortile ai professori di vita, con la faccia ignorante, no non si sa mai Guardami in faccia, sono una minaccia, ?tieni il timone con una pistola? come tutte le persone che s’incontrano

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